Il regolamento europeo sulle batterie introduce un’evoluzione importante in materia di identificazione e gestione dei dati di prodotto.
A partire dal 18 febbraio 2027, alcune categorie di batterie dovranno obbligatoriamente essere associate a un passaporto digitale, accessibile tramite un QR code applicato direttamente sul prodotto.
Questo obbligo riguarda le batterie industriali superiori a 2 kWh, le batterie per mezzi di trasporto leggeri (LMT) superiori a 2 kWh, nonché le batterie per veicoli elettrici.
Si inserisce in una logica più ampia di trasparenza, sostenibilità e circolarità dei prodotti all’interno dell’Unione europea.
In questo nuovo contesto, il QR code non svolge più soltanto una funzione di identificazione. Diventa la chiave di accesso al Digital Product Passport (DPP), come definito dall’articolo 77 del regolamento.
Ogni batteria dovrà quindi essere marcata in modo visibile, leggibile e permanente con un QR code conforme ai requisiti dell’allegato VI. Questa marcatura dovrà essere stampata o incisa direttamente sulla batteria, per garantirne la resistenza in ambienti gravosi soggetti a sollecitazioni termiche, chimiche e meccaniche, spesso per lunghi cicli di vita.
È prevista un’eccezione quando la marcatura diretta non è possibile o non è giustificata. In tal caso, il QR code può essere applicato sull’imballaggio o sui documenti che accompagnano la batteria. Tuttavia, nelle applicazioni industriali e nelle batterie per veicoli elettrici, questa eccezione risulta difficilmente applicabile nella pratica.
A partire dal 2027, una batteria priva di un QR code conforme non potrà più essere immessa sul mercato europeo, rendendo questo requisito strutturale già nella fase di progettazione del prodotto.
Il Digital Product Passport si basa su un’architettura a tre livelli che devono operare in modo coerente per garantirne l’efficacia:
Il QR code applicato sulla batteria funge da interfaccia tra il prodotto fisico e il suo ambiente digitale. Una volta scansionato, tramite smartphone o lettore industriale, reindirizza a una piattaforma contenente le informazioni del passaporto.
Tra queste figurano dati di identificazione come GTIN, numero di lotto o numero di serie, oltre a informazioni tecniche, normative e ambientali. Questo collegamento diretto tra prodotto e dati consente di soddisfare i requisiti di tracciabilità e trasparenza previsti dal regolamento.
Esempio di DPP: https://eu-dpp.eecc.de/01/3770038298003/10/20260303/21/260101
Nel settore industriale, due tipologie di codici 2D sono comunemente utilizzate: il DataMatrix e il QR code. Il DataMatrix, generalmente di forma quadrata o rettangolare con riferimenti angolari, è storicamente privilegiato per la marcatura diretta su pezzo grazie alla sua compattezza e alla sua capacità di rimanere leggibile su superfici ridotte.
Il QR code, invece, è sempre quadrato ed è riconoscibile dai suoi tre marcatori di posizionamento. Offre una maggiore capacità di memorizzazione dei dati ed è ampiamente utilizzato sia in ambito industriale sia consumer.
Nel contesto del regolamento batterie, la scelta è esplicita: è richiesto il QR code. Questa specifica normativa impone agli industriali di adattare di conseguenza le proprie soluzioni di marcatura.
Oggi diverse tecnologie consentono di generare codici 2D su batterie. Tra queste troviamo la micropercussione, la graffiatura, la marcatura elettrochimica, il getto d’inchiostro, le etichette e la marcatura laser.
Tutte queste tecnologie permettono di realizzare una marcatura, ma non rispondono allo stesso modo ai vincoli industriali e normativi. La loro pertinenza dipende da diversi criteri: capacità di generare QR code leggibili, investimento iniziale, costo totale di proprietà, integrazione nelle linee di produzione, indelebilità e qualità di lettura del codice.
Anche le condizioni di utilizzo sono determinanti. Le marcature devono resistere ad aggressioni esterne come abrasione, agenti chimici, usura o ambienti severi.
In questo contesto, le tecnologie di marcatura diretta nel materiale offrono generalmente una maggiore durata nel tempo.
Tra le diverse soluzioni disponibili, la marcatura laser si distingue per la sua capacità di rispondere a un ampio spettro di vincoli. Questa tecnologia utilizza un fascio luminoso per modificare la superficie del materiale tramite incisione, ablazione o variazione di contrasto.
Uno dei suoi principali vantaggi è il funzionamento senza contatto. Ciò consente di marcare aree difficili da raggiungere evitando qualsiasi sollecitazione meccanica sulla parte, caratteristica particolarmente adatta ai componenti sensibili.
Il laser offre inoltre una grande versatilità in termini di materiali. Nell’ambiente batteria, dove coesistono alluminio, superfici anodizzate o verniciate, plastiche tecniche e metalli conduttivi, questa capacità di adattamento rappresenta un vantaggio significativo.
È quindi possibile generare QR code leggibili, contrastati e durevoli su un’ampia varietà di substrati, senza ricorrere a materiali di consumo.
L’alluminio è un materiale ampiamente utilizzato nelle batterie industriali e nelle batterie per veicoli elettrici. La marcatura laser consente di trattare efficacemente questo materiale, sia grezzo che anodizzato:
La marcatura laser interviene a diversi livelli della produzione di batterie. Può essere utilizzata sulle celle, siano esse cilindriche, prismatiche o pouch, per garantirne l’identificazione o preparare le superfici prima dell’assemblaggio.
È inoltre utilizzata sui busbar per assicurare la tracciabilità delle connessioni elettriche tra componenti. A livello di modulo, consente di identificare sottoinsiemi completi e di associare loro dati di tracciabilità.
Infine, a livello di battery pack, la marcatura svolge un ruolo centrale, in quanto costituisce generalmente il supporto del QR code normativo associato al Digital Product Passport.
Le tecnologie di marcatura, in particolare il laser, possono essere integrate direttamente nelle linee di produzione.
Questa integrazione può avvenire tramite stazioni personalizzate, sistemi protetti o apparecchiature montate su robot o assi lineari.
Queste soluzioni consentono di adattarsi a diverse tipologie di produzione, che si tratti di batterie industriali, batterie per mobilità leggera, batterie di grandi dimensioni o piccole serie.
La marcatura delle batterie non risponde più soltanto a un’esigenza interna di tracciabilità. Diventa un requisito normativo strutturante, integrato fin dalla fase di progettazione del prodotto.
Il QR code, come punto di accesso al Digital Product Passport, impone un elevato livello di requisiti in termini di leggibilità, durata e affidabilità. Deve resistere nel tempo e in ambienti difficili, garantendo al contempo un accesso affidabile ai dati.
Anticipare fin da oggi questi requisiti consente di garantire l’immissione sul mercato delle batterie a partire dal 2027 e di integrare pienamente le tematiche di tracciabilità, sostenibilità ed economia circolare nei processi industriali.
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